lunedì, Agosto 15, 2022

Eugenio Montale/ Chi è il poeta e premio Nobel che segnò la letteratura italiana

Oggi 12 ottobre 2021 si celebra il 125esimo compleanno di Eugenio Montale. Il Doodle di Google è dedicato proprio al poeta, critico e traduttore, considerato uno dei più grandi autori della storia contemporanea per la sua capacità di catturare le emozioni umane. Nato in questo giorno nel 1896 a Genova, Montale intraprese inizialmente la carriera di cantante d’opera baritono prima di trovare la sua vera strada, quella di poeta.

Nella sua prima raccolta, “Ossi di seppia” del 1925, l’autore Eugenio Montale ha usato la costa rocciosa italiana come simbolo per fornire sia ai suoi lettori sia a se stesso una fuga dall’ansia dell’Italia del dopoguerra. Questa raccolta, acclamata dalla critica, si distingueva dal linguaggio delle poesie dell’epoca e rappresentava un’inversione di tendenza per i simbolisti letterari del XX secolo.

EUGENIO MONTALE: IL PREMIO NOBEL NEL 1975

Nonostante abbia rifiutato l’etichetta, Eugenio Montale, il poeta nato oggi 12 ottobre, giornata in cui si celebra il suo 125esimo anniversario, è considerato tra i fondatori del movimento poetico modernista dell’ermetismo, uno stile letterario non sempre di facile interpretazione per il lettore, spesso ottenuto attraverso analogie volutamente difficili da capire e utilizzando un linguaggio emotivo.

Montale ha ottenuto la fama mondiale per cinque volumi di poesia simbolista pubblicati durante i suoi 50 anni di carriera di scrittore. Inoltre, ha lavorato come saggista di fama internazionale, critico musicale e letterario e traduttore di classici inglesi che vanno da Shakespeare a Mark Twain. Nel 1975, Montale ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura. Spesso citata nell’opera dei poeti moderni, la notoriamente difficile poesia di Montale continua ad avere un profondo effetto sul mondo letterario di oggi.

IL CAMBIAMENTO NELLO STILE DI EUGENIO MONTALE

Eugenio Montale, celebrato oggi nel Doodle per i suoi 125 anni, fu anche scrittore, filosofo, giornalista e critico musicale. Tra i massimi poeti italiani del Novecento, il suo male di vivere fu approfondito nelle “Occasioni” (1939), dove subentra una “poetica dell’oggetto”: il poeta concentrò la sua attenzione su oggetti e immagini nitide ben definite che spesso provengono dal ricordo, tanto da presentarsi come rivelazioni momentanee destinate a svanire. Dopo la raccolta “La bufera e altro” (1956) che raccolse le poche poesie degli anni della guerra (bufera) e quelli immediatamente successivi, per un decennio non scrisse quasi nulla.

Nel 1963 Montale perse la moglie e ciò diede l’inizio a una nuova fase di poesia e a un nuovo stile: “Satura” (1971), “Diario del ’71 e del ’72” (1973) e “Quaderno di quattro anni” (1977). Nel 1967 venne nominato senatore a vita. Morì a Milano la sera del 12 settembre 1981, un mese prima di compiere 85 anni, nella clinica San Pio X dove si trovava ricoverato per problemi di salute. I funerali di Stato furono celebrati due giorni dopo nel Duomo di Milano. Venne sepolto nel cimitero accanto alla chiesa di San Felice a Ema, sobborgo nella periferia sud di Firenze, accanto alla moglie Drusilla. Nella seduta del successivo 8 ottobre, il Senato commemorò la figura di Montale, attraverso i discorsi del presidente Amintore Fanfani e del presidente del Consiglio Giovanni Spadolini.

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