domenica, Novembre 27, 2022

Genova adotta la Disability Card, alla firma dell’intesa anche il ministro Stefani ma i progressisti: “Non così un spot”

Genova. A volte le barriere sono burocratiche, più che architettoniche. Il progetto Disability Card, nato nei diversi paesi Ue, ha l’obbiettivo di iniziare ad abbattere almeno le prime. Il Comune di Genova ha scelto di aderire, prima città metropolitana in Italia e primo capoluogo di regione, all’iter per l’adozione della Ced, la carta europea della disabilità.

L’intesa è stata sottoscritta oggi alla biblioteca Berio alla presenza del ministro per le Disabilità Erika Stefani, il sindaco di Genova Marco Bucci, il presidente della Regione Giovanni Toti e le associazioni per i diritti dei disabili. La card consentirà di dare accesso rapido a servizi culturali, tariffe agevolate, sconti e convenzioni con enti pubblici e privati. Sostituirà i verbali e gli altri documenti cartacei di certificazione di disabilità attraverso un Qr code.

Chi ne ha diritto. La carta è prevista per gli invalidi civili maggiorenni con invalidità certificata maggiore del 67% per gli invalidi civili minorenni, i cittadini con indennità di accompagnamento o con l’assistenza e integrazione sociale ai sensi della legge 104, ciechi, sordi civili, invalidi e inabili (legge 222/1984), invalidi sul lavoro o con diritto ad assegno per l’assistenza personale e continuativa o con menomazioni dell’integrità psicofisica, inabili alle mansioni, cittadini con trattamenti previsti e reduci di guerra.

“Il progetto rappresenta una sfida che è stata raccolta anche dal Comune di Genova, che è il primo capoluogo di regione a sottoscrivere il protocollo – afferma la ministro Erika Stefani – la disability card non ha in sé una portata di semplificazione ma è un progetto aperto che può essere arricchito di contenuti e che crea un focus di sensibilizzazione di cui il mondo della disabilità ha veramente bisogno”. I tempi per l’attivazione della card sono stretti, presto sarà possibile richiederla direttamente dal sito dell’Inps.

Marco Bucci, sindaco di Genova, spiega: “Noi a Genova inseriremo l’ingresso ai musei e poi i servizi di traino disabili, non solo per la scuola e il lavoro, ma anche per lo sport e le attività culturali, un servizio apprezzato e orgoglio per la nostra città, sappiamo che si può fare di più ma adesso con il Peba, il piano urbanistico per l’accessibilità che abbiamo messo a punto contemporaneamente alla consulta dei disabili, potremo migliorare la qualità della vita di queste persone, anche in una città difficile come Genova”.

Alla firma dell’intesa anche la Regione. “La card semplifica la vita dei portatori di disabilità, importante tanto più dopo coppia anni di covid per quelle persone che magari avevano dovuto sospendere la frequentazione di centri diurni o di riabilitazione o che hanno vissuto restrizioni – aggiunge il presidente della Regione Giovanni Toti – proprio in questi giorni abbiamo incontrato la consulta dell’handicap e abbiamo costituito un osservatorio per monitorare i progressi, negli ultimi mesi la Regione Liguria ha investito 2 milioni di euro e 1,7 milioni saranno investiti nelle prossime ore per la parte di riabilitazione erogata dagli operatori privati convenzionati, ma aziende come Asl3 stanno lavorando per dare una risposta ai disabili in età pediatrica per dare risposte più celeri, uno dei problemi oggi però è la penuria di professionisti più che dei fondi a disposizione e lo farò presente al governo”.

Il fatto che la ministro Erika Stefani, leghista, sia a Genova (e Arenzano) in queste ore anche per appuntamenti di campagna elettorale per le comunali ha però favorito un commento critico da parte della coalizione progressista che sostiene Ariel Dello Strologo. In particolare, una rinomata dei giallorossi fa nesso a un’intervista della Stefani a Repubblica in cui dice che “si può fare di più” sul fronte disabili e liste d’attesa.

“Che in questi 5 anni la giunta Bucci non abbia fatto nulla per i genovesi in difficoltà è sotto gli occhi di tutti – attaccano dal M5s – c’è chi fa battagliando dai banchi dell’opposizione e chi non fa pur sedendo in maggioranza, se in consiglio comunale i non udenti possono seguire i lavori dell’aula grazie al linguaggio dei segni e se per accedervi sono state abbattute le barriere architettoniche, è merito del M5S e delle forze progressiste e non certo del centrodestra. Ci chiediamo, peraltro, che fino abbia fatto il Disability manager che il Comune di Genova ha nominato ma che in pratica non abbiamo mai visto. È stato uno spot, come rischia di esserlo la Disability card”.

“Perché Genova sia davvero una città per tutte e tutti non può prescindere da un assessore ai servizi sociali che garantisca investimenti, formazione, prevenzione per le persone con fragilità o vulnerabilità” ribadisce Simone D’Angelo, Segretario del Partito Democratico di Genova in rappresentanza della lista con Articolo Uno e PSI. Mentre Gianni Pastorino, tra i promotori della lista elettorale “Europa Verde con Sansa – Linea Condivisa” ricorda i 1200 minori disabili in attesa della loro presa in carico per le terapie pubbliche e convenzionate. “Il progetto della Disability Card è utile, sia chiaro. Tuttavia non basta e arriva tardi, in un contesto che vede i disabili genovesi continuativamente più in difficoltà. La nostra Regione – dichiara Andrea Foti, Coordinatore Sinistra Italiana Genova – è l’

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